Daniele Benati

Daniele Benati, nato a Reggio Emilia, ha insegnato come Lettore di Italiano in Irlanda, Stati Uniti e Ungheria. Ha tradotto e curato opere di scrittori irlandesi e americani, fra cui Joyce, O’Brien, Lardner e Friel. Con Gianni Celati ha tradotto e curato l’antologia Storie di solitari americani (Rizzoli 2006) e ha curato l’edizione americana del monologo teatrale Carta canta di Raffaello Baldini (Bordighera Press, Florida, 2000). Ha pubblicato con Feltrinelli Silenzio in Emilia (1997) e Cani dell’inferno (2004); con Aliberti Opere complete di Learco Pignagnoli (2006); Un altro che non ero io (2007); Baltica 9 (con Paolo Nori, Laterza 2008). È stato redattore dell’almanacco letterario Il Semplice (Feltrinelli) e della rivista L’accalappiacani (Derive&Approdi).

 

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Eventi con la partecipazione dell'ospite

Data: 18 Giugno, 2021

Città: Carpi

Luogo: Piazza Martiri

Tipo di evento: incontro

 

La tradizione del racconto

Descrizione evento:

Gabriele Romagnoli Le mie navi in bottiglia (e altri vascelli)

È del 1993 la pubblicazione di Navi in bottiglia, un libro che contiene 101 brevi racconti, ognuno di una pagina sola, che parlano di case, di sogni, di incontri, di piccoli episodi del quotidiano. Nella loro forma breve sono racchiuse avventure in cui possiamo riconoscerci tutti. Poi Romagnoli ha continuato a costruire navi in bottiglia su la Repubblica, creando una rubrica specifica. Per Romagnoli scrivere significa probabilmente trasportare qualcosa da un luogo all’altro, viaggiare. Cosa faresti se è il suo nuovo libro.

Daniele Benati legge Maestri irlandesi del racconto tradotti in dialetto emiliano

Raccoglitore di storie visionarie, filtrate attraverso un “umore” molto particolare e anomalo per gli scrittori italiani, il suo libro più famoso, Silenzio in Emilia, parla di gente comune che ritorna dall’aldilà e innesca strane avventure, composte di visioni che sembrano riprendere alcune atmosfere surreali di Fellini ma anche lo stile di Giorgio Manganelli. La sua passione sono i racconti di scrittori irlandesi da noi poco conosciuti, tra cui Flann O’Brien. Benati ci parlerà dei suoi autori preferiti e ci proporrà una traduzione dei racconti di Beckett portati in dialetto emiliano.

 

Ermanno Cavazzoni legge Un artista del digiuno di Franz Kafka

Si può scrivere un racconto a proposito di un uomo che digiuna e diventa uno spettacolo, esposto in un circo dove tutti vanno a curiosare? Quale sarà il destino di questo uomo così strano e così triste? Ce lo spiega Ermanno Cavazzoni raccontandoci Un artista del digiuno di Kafka. Cavazzoni è un “narratore delle pianure”, si ricollega dunque a quella tradizione emiliana che risale fino a Boiardo, ad Ariosto, ai grandi racconti di fantasia e di follia con cui passavano il tempo i signori di queste terre secoli fa. Ha scritto il Poema dei lunatici ed è stato ammirato da Fellini che ne ha ricavato il suo ultimo film, La voce della luna. Anche Kafka piaceva molto a Fellini, tanto che avrebbe voluto girare un film dal romanzo America. Forse Cavazzoni ci spiegherà anche questo…

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