Boris Pahor

Boris Pahor, triestino, dopo essersi laureato in Lettere all’ Università di Padova, torna nella sua città natale dove si dedica all’insegnamento della letteratura italiana. Nel 1940 viene arruolato nell’esercito italiano e mandato sul fronte in Libia. Dopo l’otto settembre torna a Trieste, dove decide di unirsi alle truppe partigiane slovene.. Nel 1944 è catturato dai nazisti e internato in vari campi di concentramento. Nel 1975 pubblica Edvard Kocbek: testimone della nostra epoca: un libro-intervista, in cui denuncia il massacro di 12.000 prigionieri di guerra, appartenenti alla milizia anti-comunista slovena, e i crimini delle foibe. Il libro provoca durissime reazioni da parte del governo jugoslavo tanto che a Pahor viene vietato l’ingresso in Jugoslavia. . La sua opera più nota è Necropoli (Fazi, 2008) romanzo autobiografico sulla sua prigionia nei lager nazisti. I suoi libri solo in questi ultimi anni sono stati pubblicati in Italia e hanno consentito al pubblico di conoscere questo scrittore straordinario, candidato al Premio Nobel.

 

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Eventi con la partecipazione dell'ospite

Data: 4 Ottobre, 2009

Città: Carpi

Luogo: Auditorium San Rocco

Tipo di evento: incontro

 

Poltrona_memoria | Incontro con Boris Pahor

Descrizione evento:

In collaborazione con Zandonai editore
Il libro “Necropoli” pubblicato nel 2008 ha fatto conoscere al pubblico italiano questo straordinario scrittore, nato a Trieste nel 1913, segnalato più volte all’Accademia di Svezia per l’assegnazione del Premio Nobel e insignito di molti premi in tutto il mondo. Nei suoi libri la terribile esperienza della deportazione nei lager nazisti lo porta a raccontare il tortuoso incubo del senso di colpa del sopravvissuto, di chi è tornato, dal quale è quasi impossibile liberarsi. In questo incontro lo scrittore ci parlerà in particolare dei due libri pubblicati con Zandonai editore: “Petalo giallo” e “Il rogo nel porto” .